22 Ottobre 2004

LA CITTA' DI ASCOLI PICENO

Città delle Marche, capoluogo della provincia omonima, a 154 metri su un terrazzo alluvionale della media valle del fiume Tronto, alla confluenza in esso da destra del fiume Castellano, circondata su tre lati dal loro corso incassato. Comune di 158,09 km2 con circa 55.000 abitanti. Sede Vescovile.

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STORIA
Antico capoluogo dei Piceni, conquistato dai Romani con tutta la regione nel 286 a. C., fu nel 91 a. C. tra le città promotrici della guerra sociale contro Roma. Pompeo Strabone, incaricato della repressione, vinse (89 a.C.) la strenua difesa degli Ascolani scatenando poi il saccheggio. Risorta in epoca imperiale, divenne nel sec. IV la capitale del Piceno Suburbicario, secondo la divisione amministrativa operata da Massimiano. Conquistata dai Longobardi che la incorporarono nel Ducato di Spoleto (578), dichiarata contea nel 774 da Carlo Magno e sottoposta al dominio della Chiesa, si eresse a libero comune nel 1185 ampliando il proprio territorio. Devastata nel 1242 da Federico II, si assicurò statuti e privilegi. Nel 1349 cadde sotto Galeotto Malatesta. Al dominio dei signori di Rimini succedettero quelli dei Tibaldeschi, del re di Napoli, di Francesco Sforza e della Santa Sede cui appartenne sino al 1860, quando fu unita con plebiscito all'Italia e fu dichiarata capoluogo d'una delle quattro province delle Marche.

ARTE
Il centro antico, che si sviluppò soprattutto nei sec. XII-XIII e poi nel Rinascimento, ricalca la pianta a scacchiera dell'abitato romano. Di questo rimangono tratti di mura, la Porta Gemina e i ponti di Cecco e di Solestà, alti sui fiumi. All'incrocio del cardo e del decumano si apre la piazza del Popolo (già centro commerciale e ora centro della città) che agli inizi del Cinquecento venne regolarizzata su tre lati dal lombardo Pietro da Carona con una facciata continua a portici e merlature sul modello della piazza di Vigevano. Sul lato orientale i portici si interrompono davanti al Palazzo dei Capitani del Popolo, mentre il lato settentrionale è occupato dal fianco della chiesa gotica di S. Francesco (1282-1371), con le absidi del transetto e del presbiterio e i due sottili campanili. Il centro feudale e vescovile corrisponde all'attuale piazza dell'Arringo, su cui prospettano il palazzo comunale, con facciata a portici della metà del Settecento, e la facciata del duomo, di Cola dell'Amatrice (1529-39). Sul fianco del duomo si trova il battistero romanico, ottagonale su base quadrata con loggette cieche di tipo lombardo. L'influsso dei modelli lombardi è visibile anche nella chiesa romanica di S. Vittore, mentre la chiesa dei SS. Vincenzo e Anastasio ha una facciata a riquadri geometrici di tipo umbro. La città conserva intatte vie e quartieri in cui torri e chiese medievali e palazzi del Rinascimento si susseguono armoniosamente in compatta sequenza (via dei Soderini, via di Solestà, ecc.).


La magnifica Piazza del Popolo, una delle più belle d'Italia
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